Lorenzo da Origgio (attivo in Lombardia dal 1460 ca al 1471), Giacomo da Torre (attivo in Lombardia dal 1459 al 1471), Giacomo del Maino (attivo in Lombardia dal 1469 al 1503), Dossali di coro, Legno di noce intagliato, intarsiato, dipinto e laccato, 112 circa x 67 x 3,8 cm, Inv. MD 2001.092.018 -019-020 I tre stalli, provenienti dal Museo della basilica di Sant’Ambrogio, appartengono all’imponente coro della basilica stessa, una delle più importanti opere di intaglio ligneo lombardo del XV secolo, andato in parte disperso sia nel corso delle sistemazioni otto-novecentesche del coro che nei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Mentre le testate raffigurano episodi della vita del santo patrono, i dossali seguono programma iconografico dedicato ad una serie di piante, con figure umane o animali, secondo un repertorio legato alla cultura lombarda dei Tacuina Sanitatis, a cui si rifanno anche per il marcato naturalismo. Il restauro (2005) ha messo in evidenza il raffinato trattamento cromatico della superficie del fondo, ottenuto con pigmenti minerali e lacche su cui si stagliano i rilievi.
Lorenzo da Origgio (attivo in Lombardia dal 1460 ca al 1471), Giacomo da Torre (attivo in Lombardia dal 1459 al 1471), Giacomo del Maino (attivo in Lombardia dal 1469 al 1503), Dossali di coro, Legno di noce intagliato, intarsiato, dipinto e laccato, 112 circa x 67 x 3,8 cm, Inv. MD 2001.092.018 -019-020 I tre stalli, provenienti dal Museo della basilica di Sant’Ambrogio, appartengono all’imponente coro della basilica stessa, una delle più importanti opere di intaglio ligneo lombardo del XV secolo, andato in parte disperso sia nel corso delle sistemazioni otto-novecentesche del coro che nei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Mentre le testate raffigurano episodi della vita del santo patrono, i dossali seguono programma iconografico dedicato ad una serie di piante, con figure umane o animali, secondo un repertorio legato alla cultura lombarda dei Tacuina Sanitatis, a cui si rifanno anche per il marcato naturalismo. Il restauro (2005) ha messo in evidenza il raffinato trattamento cromatico della superficie del fondo, ottenuto con pigmenti minerali e lacche su cui si stagliano i rilievi.