Chiostri di Sant’Eustorgio un luogo di storia e di preghiera
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IL CREDO. Percorso tra le opere

01-02-2025 • 31-12-2025

325 – 2025. Il Concilio di Nicea
Il Credo: percorso tra le opere

In occasione dell’anniversario del Concilio di Nicea, il Museo Diocesano propone un percorso nel quale sono state identificate alcune opere che illustrano gli articoli del Credo. Ogni opera del percorso viene accompagnata da un testo che ne approfondisce le tematiche storico-artistiche, nonché il riferimento all’articolo del Credo.

 

Nei primi secoli dell’Era cristiana una delle questioni teologiche più dibattute riguardava l’identità di Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio, nato a Betlemme da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, morto in croce, risorto e asceso al cielo.

Ma cosa significa riconoscere e professare che Gesù è il Figlio di Dio? Fu un prete della Chiesa di Alessandria agli inizi del IV secolo, di nome Ario, che in maniera sistematica negò la divinità di Cristo con l’intento di salvaguardare l’idea dell’unicità di Dio: questa dottrina, dal nome del suo autore, prese appunto il nome di Arianesimo e progressivamente si diffuse nella Cristianità diventando motivo di polemica e di divisione e causa di aspre diatribe teologiche. Per risolvere la questione e cercare di ricomporre l’unità della Chiesa attorno a un’unica professione di fede, l’imperatore Costantino il Grande, esattamente 1700 anni fa, nel 325 convocò a Nicea, in Asia Minore (attuale Turchia), il primo Concilio Ecumenico, a cui parteciparono, secondo la tradizione, 318 vescovi.

Il Concilio condannò la dottrina di Ario come eretica, dichiarando che per la fede cristiana quando si afferma che Gesù Cristo è il Figlio di Dio si deve intendere che Egli è perfettamente uguale al Padre nella divinità.
Il frutto più importante del Concilio fu la formulazione del Simbolo (il Credo), cioè un testo che esprimesse in maniera sintetica, ma molto precisa e senza possibilità di ambigue forme di sottintendimento, la retta fede professata dalla Chiesa nella Trinità: in particolare il Credo di Nicea riconosce nel Signore Gesù Cristo il Figlio di Dio, Dio vero da Dio vero, Luce da Luce, “consustanziale” al Padre (nel testo greco “omoousios”), cioè “della stessa sostanza” di Dio Padre (esattamente ciò che l’eresia ariana negava).

(dall’introduzione di Mons. Marco Navoni)