Giovanni Battista Crespi detto il Cerano (Romagnano Sesia, NO, 1573 - Milano 1632), San Carlo in gloria, olio su tavola, 49,4 x 26,1 cm, Inv. MD 2001.057.001 Entrata nel 1689 a far parte della Quadreria Arcivescovile per legato del cardinale Federico Visconti, la piccola tavola è considerata uno dei capolavori del Cerano e deriva dalla grande pala oggi conservata nella chiesa di San Gottardo in Corte a Milano, realizzata dall’artista intorno al 1610, la più antica rappresentazione di questo soggetto. Al di là del valore di presumibile prototipo iconico, la tavoletta è una delle immagini ideologicamente più impressionanti del Cerano, nella sua profonda comprensione del dettato tridentino. L’immagine del santo, elevato alla gloria celeste e ormai ultraterrena e ultrastorica, da un lato è un omaggio dell’artista al rigore e alla penitenza del Borromeo, dall’altra rivela l’originalità del pittore nel distaccarsi dalla più corrente retorica barocca del trionfalismo cattolico. Di qualità eccezionalmente alta e di grande raffinatezza esecutiva, il dipinto è databile nel 1610.
Giovanni Battista Crespi detto il Cerano (Romagnano Sesia, NO, 1573 - Milano 1632), San Carlo in gloria, olio su tavola, 49,4 x 26,1 cm, Inv. MD 2001.057.001 Entrata nel 1689 a far parte della Quadreria Arcivescovile per legato del cardinale Federico Visconti, la piccola tavola è considerata uno dei capolavori del Cerano e deriva dalla grande pala oggi conservata nella chiesa di San Gottardo in Corte a Milano, realizzata dall’artista intorno al 1610, la più antica rappresentazione di questo soggetto. Al di là del valore di presumibile prototipo iconico, la tavoletta è una delle immagini ideologicamente più impressionanti del Cerano, nella sua profonda comprensione del dettato tridentino. L’immagine del santo, elevato alla gloria celeste e ormai ultraterrena e ultrastorica, da un lato è un omaggio dell’artista al rigore e alla penitenza del Borromeo, dall’altra rivela l’originalità del pittore nel distaccarsi dalla più corrente retorica barocca del trionfalismo cattolico. Di qualità eccezionalmente alta e di grande raffinatezza esecutiva, il dipinto è databile nel 1610.