Il Museo Diocesano presenta una mostra dedicata a Federico Garolla (Napoli, 1925 – Milano, 2012), uno dei fotografi più rilevanti della storia italiana degli anni Cinquanta e Sessanta.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Suazes, riunisce un centinaio di fotografie in bianco e nero realizzate in Italia da Garolla nei vent’anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale. Attraverso il suo sguardo, prende forma il racconto di un Paese che, dopo la devastazione del conflitto, ritrova gradualmente fiducia e slancio, ponendo le basi di quello che sarebbe stato in seguito definito il “Miracolo italiano”. Un percorso in cui emerge la volontà di un popolo di ricostruire non solo città e infrastrutture, ma soprattutto la propria identità e il proprio futuro. Garolla immortala una nazione in bilico tra tradizione e modernità, documentando la ripartenza del nostro Paese tanto nella sua dimensione quotidiana – come si vede negli scatti in cui ritrae la vita della gente comune – quanto prestando attenzione al mondo della cultura e dello spettacolo. Dal suo lavoro scaturisce una riflessione sulla società, sull’umanità, sui cambiamenti e le contraddizioni del suo tempo.
Giornalista e fotogiornalista, dagli anni Quaranta Garolla realizza centinaia di reportage per prestigiose testate italiane e straniere. Il suo obiettivo ci restituisce paesaggi, volti di gente comune, ma anche personaggi famosi: pittori quali Renato Guttuso e Massimo Campigli, scrittori come Elsa Morante e Giuseppe Ungaretti, ma anche stilisti, musicisti, attori e attrici di cinema e teatro, con un occhio sempre discreto e sempre attento anche alle tematiche sociali.
