© Werner Bischof / Magnum Photos
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta la mostra Werner Bischof. Point of View, che offre, a 110 anni dalla nascita, un’ampia panoramica sulla vita e sull’opera del fotografo svizzero, tra i più importanti fotoreporter del XX secolo. Membro dell’agenzia Magnum Photos dal 1949, Bischof (Zurigo, 1916 – Trujillo, Perù, 1954) ha saputo distinguersi per un approccio profondamente umanistico al fotogiornalismo, capace di coniugare rigore documentario e intensità poetica.
L’esposizione si compone di 200 fotografie vintage originali, affiancate da una serie di contact sheets e da un documentario che, con sguardo ancora oggi straordinariamente attuale, raccontano la storia con empatia, attenzione e profondo rispetto per la dignità umana.
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sezioni cronologiche che ripercorrono le tappe fondamentali della carriera di Bischof: Svizzera 1932-1944 racconta gli anni della formazione e le prime sperimentazioni; Europa 1945-1950 raccoglie foto che documentano l’Europa devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, tema che segna profondamente il lavoro e la visione dell’autore; Asia 1949-1953 raccoglie i reportage realizzati in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina; infine, Nord e Sud America 1953-1954 testimonia l’ultima fase di ricerca di Bischof, con le nuove esplorazioni visive nel continente americano.
Immediatezza e forza espressiva caratterizzano ogni fotografia di Bischof, la cui continua tensione verso una lettura profonda della realtà si esprimeva attraverso la rigorosa cura formale, le composizioni equilibrate e le misurate gradazioni del bianco e nero con cui curava i suoi scatti. Tratti distintivi che gli valsero, già all’epoca, il riconoscimento della critica e la definizione, rara per un fotogiornalista, di vero e proprio “artista”. Del resto, Bischof era solito prendere appunti, fare schizzi veloci o veri e propri disegni, come si osserva nei suoi diari, in modo da entrare in totale sintonia con i luoghi, le vicende e le persone che intendeva raccontare, rispettando la loro dimensione e avvicinandosi a queste realtà con finezza intellettuale e con sensibilità da puro umanista.
ORARIO ESTIVO
Fino al 31 agosto, la mostra è visitabile solo in orario serale:
Ingresso serale alla mostra*
Lunedì – Domenica, ore 17.30-22.30 (da Corso di Porta Ticinese, 95)
Ultimo ingresso in mostra alle ore 22.00
In orario serale è attiva esclusivamente la formula 12 € prima consumazione a InChiostro Bistrot + ingresso mostra
In orario serale non è possibile preacquistare o prenotare l’ingresso alla mostra.
Non sono attive riduzioni e gratuità. Non è possibile accedere con Abbonamento Card Musei Lombardia.
In orario serale non è possibile effettuare accrediti stampa.
*Chiuso in occasione di eventi privati.
In occasione delle chiusure del Bistrot, la mostra non sarà visitabile in orario serale.
Calendario in aggiornamento…
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- Per prenotare una visita guidata con i Servizi Educativi, scrivere a: servizieducativi@museodiocesano.it
- Per gruppi e scolaresche con guida propria, è obbligatoria la prenotazione: info.prenotazioni@museodiocesano.it

Come raggiungere il Museo in treno:
Prendere un treno delle linee regionali o suburbane di Trenord, delle linee transfrontaliere RE80 (Locarno-Lugano-Chiasso-Milano Centrale), RE5 (Porto Ceresio-Varese-Gallarate-Milano) e S11 (Chiasso-Como-Milano-Rho), o del servizio aeroportuale Malpensa Express, con destinazione MILANO. Dalla stazione di Milano di arrivo è possibile proseguire con i mezzi pubblici ATM (bus o metropolitana) e a piedi fino al Museo Diocesano.
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Per gli orari dei mezzi pubblici di Milano consultare il sito di ATM
